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~~~ I MIEI SPAZI ~~~

< volare oltre il deserto >
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fausto baldini

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<...SONO ALLA RICERCA DI SENTIMENTI VERI....QUELLI AUTENTICI....QUELLI ASSOLUTI...SENZA CONTAMINAZIONE DI ALTRI INTERESSI... >
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" PABLO NERUDA "

Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo sorriso. Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d'argento che ti nasce. Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d'aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita ... (da Il tuo sorriso)


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salirò le scale dell'amore....perchè l'amore è vita....

 

 

 

 

ascolterò ascolterò la sua musica......e sarà musica divina......

     

                         

                                                                          

 

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L'AMORE DELLE DONNE

 

 

 

  

Ho visto donne,
donne in amore buttarsi via,
 

 


Ho visto donne regalare la vita o gettarla così,
in mani avide piene di orgoglio.
 
 
E ho visto donne, chiedere sì,
solo un po' d'amore.
 
 
Ma di più ho visto donne,
donne di sempre
amare, amare e amare,
donne , senza condizioni.
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Hello my FRIEND


Nascere uomo su questa terra
è un incarico sacro
abbiamo una responsabilità
dovuta a questo dono eccezionale
che ci è stato fatto
ben al di sopra del dono meraviglioso
che è la vita delle piante, dei pesci, degli uccelli
dei boschi e di tutte le creature che vivono sulla terra:
noi siamo in grado
di prenderci cura di loro
.

 

Buon Weekend PIF

Apr. 3
Jan. 17
CIAO..BHE LA SITUAZIONE SENTIMENTALE è UN PO STATICA..SIAMO TUTTE E TRE SINGLE ANCHE SE IO(CARLA)X ORA HO QUALCUNO PER LA TESTA....TU ?BACI
Nov. 4
helena .wrote:
Gli affetti del cuore
sono come i rami del cedro;
se l'albero perde un ramo robusto,
soffre, ma non muore.
Riversa tutta la vitalità
Nel ramo accanto,
perchè possa crescere
e reimpire il posto vuoto.
 Kahlil Gibran

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Oct. 27
Bellissimo blog, complimenti!
Ottima grafica e bei post.
Forse a causa delle troppe gif  il  tuo guestbook risulta un po pesante da aprire.. ma fa niente evidentemente...
A risentirci, David.
 
Sept. 5
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chat.panama

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ascolta la mia musica

 

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October 14

< DALLA MIA AUTO >

Dal vetro sporco della mia auto
Bambine che si vendono sui marciapiedi.
Bambini con la mano tesa al semaforo.
Cani abbandonati.
Uomini con le tette che si esibiscono sotto i lampioni.
Uomini senza palle che vendono droga all'angolo.
Bambini nei cassonetti e immondizie per la strada.
Scippi, rapine e risse.
Ragazzini che fumano e sputano sui muri.
Vestiti tutti uguali e pensieri tutti uguali.
Ubriaconi alla guida che vanno a tutta birra.
Pensavo che lavando il parabrezza della mia auto
tutto questo sarebbe sparito.
 
 

 


October 11

< LAME DI FUOCO >

 

Lame di luce
nella penombra,
il bianco
delle lenzuola,
la luce
costeggia
il tuo corpo.

Lieve il respiro,
sei immobile,
in attesa,
con gli occhi
socchiusi.

I miei occhi
scrutano
nell'ombra

Le dita
defluiscono,
fiume
impetuoso
alla ricerca della sorgente

La tua pelle
arrendevole
fluida
non frappone
ostacoli

Lieve il respiro,
sei immobile,
in attesa
con gli occhi
socchiusi

Lame di luce
muovono
l'aria

Una goccia
di sudore
scivola
sul collo

Le mie dita
catturano
il calore,
impercettibile
segnale
di risposta

Movimento
forse casuale,
la porta
è aperta.

Il mio respiro
si mescola
al tuo.

Lieve il respiro,
sei immobile,
in attesa
con gli occhi
socchiusi

Sentiero
di umidi
sentori.
la goccia
di sudore,
gusto fragrante
rugiada di bosco.

La mia lingua
spalanca
un chiavistello
già aperto.

Lieve il respiro,
sei immobile,
in attesa
con gli occhi
socchiusi.

Ruotano
i corpi,
pale impazzite
di mulino a vento.

Ruotano
i corpi,
sono tessere di mosaico
che agognano
l’ordine destinato.

La mia bocca e te.
La tua bocca e me.

Le bocche
le lingue
si muovono
all'unisono,
i corpi accompagnano.

Non più lieve il respiro,
non sei più immobile,
sta finendo
l'attesa,
non vedo i tuoi occhi.

Lingue
spatole
roventi
umide
stillanti
mescolano
impastano
amalgamano
fondono
i corpi.

Saliva
veloce
calda
si fa
strada.

Vibrazioni
Fremiti
Urlano muti i corpi.

Un doppio arco
si staglia
sulle bianche
lenzuola.

Respiri
ansimanti
si propagano
nel silenzio
della notte.

Vortici
grondanti,
aliti
stillanti,
ovattate
carezze.

Lame di luce
illuminano
i nostri corpi
non più in attesa,
la meta è ghermita
armonica sinfonia.

 
 
 
 
June 27

< SOGNO DI LIBERTA >

Sogno spesso un luogo
privo di barriere e di confini,
senza gabbie, sbarre, catene o spinati.
Un luogo dov'è assente la tradizione
e la vita al presente si vive,
senza ancore nel passato,
con ogni ora, ogni giorno agli altri non uguali.
Un luogo nel quale, per il futuro,
sono ignoti desideri e bramosie.
Si, quello che sogno è un posto dove si ama
senza condizioni e senza possedere;
dove non ci schiavizzano leggi, famiglia o riti,
idoli, miti o dei.
Già, sogno sovente un mondo
dove gli umani sono liberi:
liberi di stare da soli o tra la folla,
di abitare in mezzo al deserto,
in collina o sulla montagna,
senza chiedere permesso o grazia
né rendere conto a chicchessia.
Liberi di solidarizzare con ciascun sofferente
o di stringere al petto tutti,
proprio tutti i viventi,
senza traccia di scelta né distinzione.
Liberi di fare l'amore
con chi piace e a cui piaci.
Liberi di volare con la mente,
senza impedimenti di sorta,
sul concreto e sull'astratto,
sulla terra, lassù in cielo
o nell'Infinito eterno
June 12

< UN VIAGGIO DENTRO DI NOI >

Anno 2000 o 50/70000 o ...? Quanto è vecchia l'umanità sul pianeta?
Quanti sforzi per evolverci, contati in migliaia di anni prima di fare un piccolo passo. Quanta fatica e quanta sofferenza, quanta grandezza e quanta miseria in ogni piccolo passo evolutivo di ogni essere umano.
Quante volte è stato fatto un soffertissimo passo avanti e poi ne sono stati fatti due indietro, magari a causa di avverse condizioni naturali, di cataclismi, di grandi carestie e i nostri antenati hanno rialzato la testa e hanno ricominciato da capo con caparbietà e con tenacia.
Grazie ai loro sforzi noi oggi siamo qui e probabilmente ben pochi di noi hanno mai rivolto un pensiero riconoscente all'umanità che ci ha preceduto e che ha permesso a noi oggi di essere qui.
Oggi noi viviamo, soprattutto in occidente, piuttosto bene, tranne pochi abbiamo una casa, una macchina, la televisione, il frigorifero, la lavatrice, lo stereo e tantissime altre cose che ci fanno la vita comoda e, senza rendercene conto, viviamo in agi quali l'umanità che ci ha preceduto non avrebbe mai sognato potessero esistere ma ... ci lamentiamo.
Forse il progresso deriva anche dal non essere mai contenti e probabilmente anche questa è un'ipotesi da prendere in considerazione.
Però ci lamentiamo se ci viene un raffreddore, se con il nostro lui o la nostra lei abbiamo dei piccoli dissapori, se il nostro lavoro non è esattamente quello che avevamo sognato da bambini, se il viaggio in metrò o in treno o in auto per andare al lavoro è noioso, se al supermercato o all'ufficio postale dobbiamo fare un po' di coda, se dobbiamo andare a parlare a scadenza con le maestre o con i professori dei nostri figli, se la camicia non è stirata bene, se lo smalto per unghie non asciuga in un millesimo di secondo, se ... e la lista potrebbe essere infinita.
In realtà, nella stragrande maggioranza dei piccoli casi e anche dei grandi casi della vita siamo degli scontenti e quindi finiamo per vivere male, annoiati e, in fondo, incapaci di dare un senso alla nostra vita, di gioire costantemente e, in una parola, di essere veramente felici.
Perché siamo così? Ci sono tantissime spiegazioni scientifiche e ogni branca della scienza ha la sua; ci sono tantissime spiegazioni religiose e ogni religione ha la sua e, forse, tutti hanno ragione o, forse, tutti hanno torto perché nonostante tutte quelle spiegazioni il problema persiste.
Ma allora? Cosa fare e soprattutto come fare? Qual'è la vera ricetta della felicità? Ne esisterà una? O piuttosto non ne esisterà nessuna?
"Ecco delle belle domande!" Dirà qualcuno, "Ma chi mi darà le risposte?"
Questi sono in realtà interrogativi ai quali tantissimi filosofi e tantissimi pensatori hanno da sempre cercato di dare una risposta e qualcuno l'ha data la risposta, ma o non è stato ascoltato o, forse, la risposta non era quella giusta perché le cose non sono cambiate e noi siamo ancora qui a porci sempre le stesse domande.
Proviamo a dire allora che forse non esiste la ricetta della vera felicità o, meglio, proviamo a dire che forse non esiste una ricetta che vada bene per tutti e che ciascuno si deve singolarmente sforzare di cercare la propria individualissima strada per la felicità.
"Sì, anche ammettendo che sia così come si fa a cercarla: insomma, accidenti, chi mi dice da dove partire?" Dirà allora qualcuno.
"Partire? Ma per dove? La ricerca della felicità mica è un viaggio. Sarebbe troppo facile. Allora una mattina mi sveglio, prendo l'auto e parto. Ma dove vado?" direbbe qualcun altro.
"Già forse hai ragione" direbbe un terzo "Dove si va? Perché il problema è proprio quello di sapere, sempre che sia un viaggio, dove si va. Anche a me sembra che siano tutte stupidaggini, che non ci sia nessuna partenza e nessun viaggio e che la ricerca della felicità sia un'utopia. Tanto vale accontentarci di quello che abbiamo, in fondo alla nostra noia e alla nostra scontentezza siamo abituati, le conosciamo bene perché ci conviviamo da sempre e sono, almeno per me, meglio di una cosa ignota come la felicità, che potrebbe anche essere per quello che ne so, pericolosa. Io non parto, non vado da nessuna parte:"

Va bene! Evidentemente parlare di felicità è difficile mentre parlare di noia e di scontento è facile, questi li conosciamo bene tutti.
Ma esisterà veramente un viaggio da fare?
Beh, un viaggio esiste, anche se non è il solito viaggio e se non si può sapere se porterà o meno alla felicità. Però è un viaggio e come tutti i viaggi promette avventure.
E' il viaggio alla scoperta di noi stessi!
Un viaggio che si fa stando fermi, non ci sono spostamenti fisici ma è forse il più intrigante e avventuroso viaggio che si conosca e che, soprattutto, chiunque può fare.
Per questo viaggio non servono agenzie viaggi o mezzi di locomozione, non serve essere degli esploratori o avere chissà quale preparazione ma ci vuole solo la voglia, o il coraggio, di iniziarlo: il resto viene da sé.

Da dove si inizia?
Anche da qui e da ora aprendosi a ciò che non conosciamo, senza pregiudizi e preconcetti ma con la voglia di scoprire, di conoscere, di sapere e di sperimentare.

Il nostro corpo fisico lo conosciamo? E la nostra mente? E la nostra psiche? E le nostre emozioni? E la nostra parte spirituale? E la nostra parte o corpo energetico?
Quanti di noi possono dire di conoscersi veramente bene in tutte le proprie parti o corpi? Forse nessuno o pochissimi.

E allora forza, incominciamo il viaggio, non ci sono promesse di felicità ma di tanta avventura e di tante scoperte quello sì! E non è detto che lungo la strada non ci capiti anche di trovare la formula magica della nostra personale felicità.

     < continua >.....

May 28

< L'ANIMA,L'UOMO E LA VITA >

Sarai con me,
anche quando la musica non intonerà la tua canzone;
Sarai con me,
anche quando il buio di un cielo senza stelle sovrasterà il tuo respiro;
Sarai con me,
anche quando i tuoi fiori reclineranno il capo alla siccità del tempo;
Io sono la vita.

Sarò con te,
anche quando la dura terra non mi concederà raccolto;
Sarò con te,
anche quando il grande mare ingoierà i miei sogni;
Sarò con te,
anche quanto il tuo albero non mi concederà frutto;
Io sono l’uomo.

Sarò con te,
anche quando il dolore lambirà il tuo cuore;
Sarò con te,
anche quando con te non vorrei essere;
Sarò con te,
anche quando avrò ali per andare.
Io sono l’anima.

******************

    Sarò con te, laddove sentissi d’essere. Vola libera la colomba del mio cuore tra le tue mani.

Disse l’anima alla vita. E la vita contrariata da questa sua affermazione, rispose:

    Anima chiudi le tue ali e plana morbida nel cuore di quest’uomo, che osserva come incantato il tuo ipotetico volo, non è ancora giunto il tempo di volare. Io non ho catene per trattenerti, ma rispetta la volontà divina nel completare il tuo viaggio,perchè tu altro non sei che l’espressione di quella volontà.

L’uomo assisteva silenzioso al dialogo che scorreva fluido tra la vita e l’anima, mentre ammirava estatico la magnifica luce dell’anima.

    Vita, cosa puoi offrire a quest’anima, sai che non mi nutro dei tuoi frutti, desidero solo fare ritorno nel mare delle anime, dove molteplici emozioni e amore infinito mi attendono.

L’uomo continuava ad ascoltare quel dialogo senza mai prendere una posizione, come se l’argomento lo riguardasse molto da lontano. Non aveva ancora capito, che l’anima aveva maturato la decisione di volare via, e che con il suo volo la sua vita si sarebbe spenta.

    Anima, ti prego non andare senza di te, lui morirà!

Disse la vita implorandola. Per un attimo gli occhi lucenti dell’anima sfiorarono l’uomo, che era seduto proprio al suo fianco, e nel cogliere la sua estatica espressione e la sua sempre rigida posizione, disse:

    Uomo non guardare alla mia luce, rivolgi invece il tuo vedere laddove la grande luce dimora, guarda al mare delle anime, dove io mi appresto a volare.
    Addio il nostro viaggio è stato breve ma intenso.

Detto ciò incominciò a muovere le ali nel sollevarsi. La vita piangeva disperata, sollevando al cielo quel fiore appena sbocciato, che nello stesso istante in cui l’anima iniziò il suo volo prese ad appassire.

    Ti prego non andare.

Disse di nuovo la vita.

Ma l’anima era ormai sorda alla voce della vita che non possedeva più catene in grado di fermala, fu in quel preciso momento che l’uomo si risvegliò da quello strano incanto indotto dalla luce della sua anima, e alzandosi di scatto bloccò l’anima in uno stretto abbraccio.
L’anima prese a divincolarsi da quella stretta, ma l’uomo non allentò la presa.
La vita si asciugò le lacrime con grande sollievo, e sfoderando il suo più radioso sorriso disse:

    Uomo il tuo guardare estatico alla tua luce, aveva fatto disinnamorare la tua anima alla vita.

L’uomo allora allentò la stretta all’anima e prese ad accarezzarla con amore, tanto che l’anima nel sentirsi pervadere da tanta intensa energia, lo guardò ancora una volta negli occhi e con grande meraviglia, riconobbe nella sua profonda natura un grande ed immenso mare d’amore.

L’anima non riuscì ad interrompere più il dialogo d’amore iniziato con l’uomo, decidendo di restare a nuotare in quel mare d’amore per sempre. L’uomo capì che l’estatica osservazione della propria luce, lo avrebbe portato alla morte e non alla vera vita e che la sua prima missione era nell’amore, prima verso se stesso, perché solo chi possiede può poi generosamente distribuire.

L’anima e l’uomo ripresero il loro cammino, una nel cuore dell’altro, e la vita vide illuminarsi di grande luce quel fiore meraviglioso che aveva tra le mani. La vita è amore.
 

 
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